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PIL: come investire in Forex e Azioni

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Di Ivano Sabbioni

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Torniamo a parlare di grandezze macroeconomiche e soprattutto di eventi che vengono segnalati nel calendario economico.

Oggi infatti parliamo di PIL o GDP (come lo chiamano gli americani, per Gross Domestic Product – controparte di Prodotto Interno Lordo).

A cosa serve il PIL per noi trader? È una grandezza importante? Come muoversi in attesa dell’annuncio della crescita del PIL di una determinata economia?

Si tratta di una questione assolutamente non banale, che interesserà tanto chi fa trading sul Forex tanto per chi invece fa trading in azioni – essendo questi due i mercati che vengono maggiormente colpiti dagli annunci sul PIL.

Nella guida di oggi dovremo parlare – trattandosi appunto di un indicatore così importante, di diverse questioni.

Chi volesse poi mettere subito in pratica quello che viene appreso in questa guida, potrà anche farlo aprendo un conto demo gratuito in pochi secondi con eToro, broker che ti permette di investire su entrambi i mercati di riferimento di questo mercato e che più in generale offre una piattaforma completa per il trading.

Che cos’è il PIL?

Ne sentiamo parlare di continuo in TV, anche nelle trasmissioni e nei telegiornali non specializzati, dato che si tratta appunto dell’indicatore economico più importante della salute di un’economia.

Il Prodotto Interno Lordo infatti registra l’intero della produzione di beni e servizi di un paese, dando una misura sebbene non precisa e dettagliata, comunque molto interessante e rilevante per economisti, banchieri centrali e anche per i trader.

Si tratta nello specifico di un indicatore che è usato da praticamente tutti gli addetti come termometro dell’economia, dato che oltre a registrare quello che è stato, può stimolare ovviamente per il futuro investimenti e fiducia nell’economia del paese.

Cosa viene incluso nel PIL?

  • Tutto il consumo pubblico e privato;
  • Gli investimenti;
  • Le esportazioni al netto delle importazioni;
  • Spesa e investimento da parte del settore pubblico.

Ogni quanto vengono diffusi i dati sul PIL?

Tipicamente le principali economie del mondo rilasciano dati sull’andamento del PIL ogni 3 mesi, ovvero 4 volte l’anno.

Anche l’Italia diffonde i dati – sottolineiamo sull’andamento – ogni 3 mesi.

Perché parliamo di andamento del PIL e non di PIL in senso stretto

“PIL a +1,2%” è una formula che purtroppo viene utilizzata di frequente soprattutto dai giornalisti ma che può creare confusione. Il PIL in sé è infatti la misurazione di tutti i beni e servizi prodotti e consumati in un determinato territorio nazionale.

Quello che invece interessa maggiormente economisti e trader è la variazione del PIL, che viene appunto espressa in punti percentuali sul totale.

Quando senti parlare di PIL accompagnato ad una percentuale, vuol dire che stanno parlando della variazione dello stesso.

Questo è un concetto fondamentale per chi vuole capire come funziona un’economia e per chi vuole sfruttare gli indicatori principali per fare trading in modo più efficace.

Il problema delle aspettative per gli indicatori economici

Tutti gli indicatori economici, incluso il PIL/GDP, sono “vittime”, se così vogliamo dire, di aspettative.

I mercati ovviamente non aspettano la comunicazione del dato ufficiale per cominciare a muoversi, ma operano anche prima secondo quello che è il consenso sulle aspettative, ovvero secondo una media di quanto si aspettano i migliori commentatori del mondo economico e i migliori analisti.

Ci sono ovviamente decine se non centinaia di enti, istituzioni e pubblicazioni che seguono i PIL delle principali economie a livello mondiale.

PIL – come funziona e come intervenire a mercato

Le opinioni e i conteggi preventivi di questi enti e di queste istituzioni finiscono per formare le aspettative di mercato, che appunto muovono le operazioni dei trader prima dell’appuntamento sul calendario economico.

A muovere poi di nuovo e successivamente i mercati in relazione alle variazioni di PIL è l’annuncio ufficiale, secondo meccaniche che andremo a descrivere tra pochissimo.

Anche in questo caso puoi andare a testare con mano gli effetti delle aspettative con un conto demo gratis come quello di FP Markets, che ti permette di investire sia nel Forex sia sul mercato azionario, senza alcun tipo di costo e con una piattaforma che può davvero farti da scuola.

L’effetto del PIL sul mercato del Forex

Il primo degli effetti che andremo ad analizzare del PIL/GDP è quello sul mercato del Forex.

Il mercato valutario, essendo appunto il mercato dove viene scambiata la moneta di una determinata economia, risente particolarmente delle notizie sul PIL.

Come abbiamo detto poco sopra, dobbiamo andare ad analizzare non soltanto il risultato secco, ma il risultato in relazione alle aspettative che il mercato aveva prima della diffusione del dato reale:

  1. Se il risultato del PIL è superiore alle aspettative, allora in genere la valuta del mercato di riferimento si apprezza, ovvero va in genere a guadagnare rispetto alle altre valute;
  2. Se il risultato del PIL è inferiore alle aspettative, allora ovviamente avviene la cosa inversa. La valuta di riferimento dell’economia si deprezza rispetto alle altre.

Puoi comunque testare queste reazioni del mercato del Forex con un buon broker che ti permetta di andare ad investire sul mercato valutario.

Uno di quelli che ti permette di farlo anche senza versare nulla, almeno all’inizio, è Capital.com con il suo conto demo gratis, broker che ti permette di operare con una piattaforma professionale, che ti rimanda anche appunto ad un calendario dettagliato per gli eventi come gli annunci che riguardano il PIL.

L’effetto del PIL sul mercato azionario

Come abbiamo detto in apertura della nostra guida dedicata a PIL e trading, questa grandezza finisce per impattare anche sul mercato azionario, anche se in misura proporzionalmente inferiore rispetto al mercato del Forex:

  1. Anche in questo caso un risultato superiore alle aspettative ha effetti positivi sul valore del mercato azionario del paese di riferimento;
  2. E al contrario un risultato al di sotto delle aspettative ha effetti negativi sul valore generale delle azioni di quel paese.

Non ci stancheremo mai di ripetere che in genere la borsa risponde in modo decisamente più lieve ai movimenti di PIL, almeno rispetto al mercato del Forex.

Alcuni PIL sono così importanti da avere ripercussioni a livello mondiale

Ci sono economie che sono di dimensioni tali da creare effetti a catena che possono preoccupare i mercati e dunque avere effetti, quando si parla di PIL, su scala globale:

  1. USA: per qualità e quantità la prima economia mondiale. Dati che indicano un rallentamento di questa economia in genere si ripercuotono, seminando il panico, su tutti i mercati mondiali;
  2. Cina: da anni ormai traina la domanda a livello mondiale ed è una fetta importantissima dell’offerta. Dati che indicano un rallentamento, soprattutto se inaspettato, della Cina, hanno effetti nefasti sui mercati di tutto il mondo;
  3. Germania: altra economia di riferimento, soprattutto a livello europeo. Se la Germania fa registrare dati non incoraggianti, i mercati perdono fiducia, ancora una volta, sicuramente anche su scala globale;
  4. Paesi dell’Eurozona, se grandi. Parliamo principalmente di Italia e Francia e, ancora per poco, di UK. Sono paesi economicamente meno forti e importanti della Germania, ma comunque rilevanti.

Occhio ai beni e agli asset anticiclici

Ci sono beni tipicamente anti-ciclici, ovvero che hanno un andamento contrario rispetto ai livelli economici mondiali.

Un esempio su tutti? L’oro – da sempre bene rifugio che finisce per aumentare di valore quando sulle piazze c’è maretta.

I dati sul PIL, soprattutto se di paesi molto importanti, possono avere ripercussioni anche su questa categoria di beni.

Conclusioni: ha senso seguire il PIL come indicatore economico sul calendario?

Assolutamente sì. Parliamo di quello che è, per ogni paese, l’indicatore più importante della salute della sua economia.

Come d’altronde dovrebbe essere chiaro in conclusione di questa guida, alcuni dati sul PIL di paesi particolarmente importanti andrebbero seguiti a prescindere, sia che si abbia o che non si abbia un’esposizione diretta sul mercato di riferimento.

Se c’è un indicatore che andrebbe seguito sempre, quello è sicuramente il PIL.

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