lunedì, 10 dicembre, 2018

Diventare trader di professione: guida definitiva con consigli

Come diventare un trader di professione ? Leggi questo nostro tutorial per apprendere alcune importanti nozioni che possano darti il via alla carriera da trader facendoti evitare i più comuni sbagli iniziali, cui i principianti quasi sempre incorrono…

Come diventare un trader di professione: introduzione

Come è ormai noto, il trading online rappresenta una notevole opportunità di guadagno per chi intenda investire i propri soldi e non tenerli fermi su un conto corrente che, nell’epoca dei tassi di interesse negativi, rischia soltanto di prosciugarli giorno dopo giorno. Proprio per evitare che ciò accada si può quindi decidere di ricorrere all’interazione con i mercati borsistici e finanziari che si svolge tramite un collegamento Intenet e può avere come teatro il proprio ufficio oppure, la propria scrivania casalinga.

A rendere possibile il rapportarsi con una lunga serie di strumenti finanziari, è un broker online, ovvero una piattaforma che provvede ad assicurare i servizi necessari.

Il trading online nel nostro Paese è giunto nel 1999, grazie all’approvazione del “Nuovo Regolamento di attivazione del Testo Unico dei mercati finanziari” elaborato dalla Consob, il quale ha provveduto a regolamentarne gli aspetti permettendo l’acquisto e la vendita online di strumenti finanziari come azioni, titoli di stato, obbligazioni, futures, e molti altri.

Proprio il fatto che tali contrattazioni si appoggino alla potenza assicurata dal web implica due cose importanti; da un lato il trader deve trovare una piattaforma in grado di dare il massimo di garanzie sul fatto che i propri ordini siano espletati con grande rapidità, cogliendo il trend nella sua fase di esecuzione, mentre dall’altro si ha una sensibile riduzione dei costi di commissione che invece bisogna versare alla banca ove la si scelga come intermediario per le proprie operazioni di carattere finanziario.

I broker migliori ripagano la fiducia della clientela mettendo a sua disposizione una lunga serie di strumenti tali non solo da aiutare tecnicamente nell’espletamento delle operazioni, ma anche di monitorare tutto ciò che succede a livello globale.

Come diventare trader professionisti

Per diventare trader professionisti occorre molta disciplina

In questo elenco vanno ad esempio ricordati i segnali di trading online e il calendario economico, costituito dai rapporti elaborati da società specializzate, i bollettini e tutte le altre comunicazioni che vengono stilate da vari soggetti la cui reputazione è in grado di orientare il mercato e portare quindi alla formazione di una tendenza da sfruttare per il proprio commercio.

Va però ricordato con molta forza come questa forma di investimento sia molto rischiosa, come tutte quelle relative ai mercati finanziari, proprio a causa di una caratteristica ad essi connessa, ovvero la volatilità. Proprio al fine di ridurre i profili di rischio connessi al trading online, si rende quindi necessario fare una serie di passi tali da consentire all’investitore di diventare un trader di professione e aumentare in maniera esponenziale le possibilità di far fruttare i soldi investiti.

A tal proposito, occorre ricordare che contrariamente a quanto si dice solitamente, in Borsa e negli altri mercati finanziari non si gioca. Chi pensa che guadagnare in questo settore sia facile, è meglio che se ne tenga lontano.

>>> Lettura integrativa consigliata: Investire in borsa

Le assurde missive che spesso arrivano alla nostra casella di posta elettronica, in cui un sedicente Carlo o Giovanni si vantano di aver guadagnato migliaia di euro in pochi minuti, invitandoci a fare lo stesso, sono del tutto deliranti o, al minimo, fuorvianti.

Se il trading online è una notevole opportunità di guadagno, va però ricordato che non tutti coloro che lo praticano chiudono in attivo le loro operazioni. Anzi, a guadagnare da questa attività è solitamente una minoranza, quella formata da chi ha compreso i meccanismi da attivare per poter stendere una rete di protezione intorno al proprio investimento. Il trader professionista è appunto colui che ha studiato una serie di nozioni fondamentali, formandosi il know-how necessario per poter capire in anticipo i trend che si vanno formando sui mercati.

Un bagaglio teorico, quello di cui stiamo parlando, che presuppone quindi una lunga fase di studio e l’umiltà necessaria per capire come anche in questo settore, come in tutti i campi della vita, nessuno nasca “imparato”. Se non si parte da questo presupposto, conviene lasciar perdere il trading online e rivolgersi ad altre attività tali da presentare rischi minori di quelli rappresentati dalle turbolenze che sono il pane di ogni giorno del trader di professione.

Il primo passo: la scelta del broker

Il primo passo fondamentale per poter diventare un trader professionale è rappresentato dalla scelta della piattaforma di trading online migliore. Chi pensa che una piattaforma valga l’altra, sbaglia e anche in maniera notevole.

Come diventare trader professionisti

Il primo passo per fare trading è la scelta del broker giusto

Nel recente passato, infatti, il settore del trading online è stato funestato da una lunga serie di raggiri portati avanti a danno di utenti che si erano fidati delle pubblicità ingannevoli di broker che poi, all’atto pratico, si sono rivelati per quello che erano realmente: una truffa.

Per capire la vastità del fenomeno, occorre ricordare come l’Autorité des Marchés Financiers (AMF), l’autorità transalpina preposta al corretto svolgimento delle attività finanziarie, stili periodicamente delle vere e proprie liste nere, in cui sono elencati i broker che si sono macchiati di comportamenti discutibili o apertamente truffaldini. Liste che sono composte da centinaia di nomi di piattaforme che andrebbero evitate assolutamente.

La serie di episodi di cui si sono rese protagoniste ha peraltro danneggiato in maniera notevole le piattaforme serie, in quanto hanno sospinto fuori dal mercato un grande numero di potenziali investitori, i quali hanno deciso di rivolgersi a forme di investimento forse non troppo remunerative, ma perlomeno sicure. Da questi episodi è però nata una reazione da parte delle autorità che sono chiamate a vigilare sul corretto andamento dei mercati finanziari, le quali hanno notevolmente ristretto le maglie del sistema proprio con il fine di ripulire il comparto.

In particolare, è stata l’Unione Europea a definire una normativa, la MiFID, tesa a stabilire una serie di standard inderogabili, cui devono rispondere i broker che vogliano ottenere i necessari permessi per poter operare. La direttiva in questione, è stata predisposta proprio al fine di tutelare gli investitori, in particolare quelli più piccoli, in modo da sottrarli al pericolo di truffe e manipolazioni.

Ad esempio, essa stabilisce che non debbano esservi pericolose commistioni tra i fondi degli utenti e quelli delle società che gestiscono le piattaforme.

Inoltre impone l’adesione dei broker ad un fondo di garanzia che interviene a favore dei clienti danneggiati da comportamenti improvvidi degli operatori cui si sono affidati. Ne consegue perciò un sistema molto più sicuro del far-west di un tempo, in cui le piattaforme professionali sono in grado di presentare un ambiente in cui il trader può operare in tutta sicurezza.

Come fare per riconoscere un broker di qualità da uno che invece non è in grado di assicurare servizi di livello o che addirittura si propone di truffare il cliente con comportamenti più o meno opachi? Il modo migliore per assicurarsi in tal senso è proprio quello di affidare i propri risparmi ai broker che sono in grado di presentare alla loro clientela i permessi e le autorizzazioni rilasciati dalle authority più importanti, ovvero CySEC (Cipro), Consob (Italia), FCA (Regno Unito), Bafin (Germania), ASIC (Australia) e NFA (Stati Uniti). Le piattaforme migliori sono tutte in grado di produrre uno o più di queste licenze, le quali sono invece precluse a quelle che non rispettino standard rigorosi.

Di seguito ti forniamo l’elenco completo con i brokers per fare trading online più popolari e consigliati dai traders più esperti di tutto il mondo; l’individuazione del broker giusto all’interno di questa lista rappresenta così il primo passo per te fondamentale per diventare un trader professionista.

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Oltre alle licenze, le migliori piattaforme trading sono in grado di assicurare costi convenienti e servizi di qualità. Per quanto concerne il primo aspetto, occorre intanto sottolineare come si tratti di una questione oggetto di un serrato dibattito, derivante in particolare dalla difficoltà di stabilirli a monte.

Una difficoltà dovuta soprattutto al fatto che gli spread fissi applicati da un broker possono variare anche in maniera notevole in funzione delle varie valute che sono accettate nel forex trading, oppure in base al tipo di account che viene aperto dal cliente.

Non è perciò raro il caso di una piattaforma la quale presenti spread bassi, cui vanno però ad accompagnarsi commissioni o spese fisse di vario genere tali da far crescere in maniera notevole il suo guadagno.

Quando ci si trova davanti ad una piattaforma che pubblicizza l’assenza di spread è buona norma non rimanere incantati di fronte ad una proposta apparentemente molto vantaggiosa, ma indagare con molto rigore sulla eventuale presenza di altri costi che potrebbero alla fine portare ad una spesa maggiore rispetto ai broker che fissano spread più salati, tagliando però con decisione sul fronte delle commissioni.

Una volta che sia stato affrontato il tema dei costi, occorre quindi passare ad altri aspetti non meno dirimenti, ovvero l’ambiente di lavoro in cui si sarà chiamati ad approntare le proprie operazioni, la formazione assicurata, la presenza di un conto demo e infine, last but not least, un servizio di assistenza all’altezza della situazione.

Per quanto riguarda il primo aspetto, va notato come tra i broker si vadano affermando alcuni orientamenti di massima, che tengono in conto in particolare gli orientamenti degli utenti. Va infatti sottolineato come la maggior parte di essi tendano a preferire una piattaforma operativa come quella rappresentata da MetaTrader, considerata la migliore in assoluto.

Proprio per questo sono molti gli operatori che si affidano esclusivamente ad essa. Altri, però, propongono una scelta ancora più completa, proponendo un proprio ambiente di lavoro accanto a MetaTrader, permettendo al cliente di passare dall’una all’altra. Infine vi sono quelli che propongono una loro piattaforma del tutto autonoma, confidando evidentemente sulla sua bontà.

Più ancora dell’ambiente di lavoro, però, è importante la formazione assicurata dal broker, ovvero il livello dei corsi online, dei seminari, dei testi e di tutto quello che può aumentare il livello di conoscenze del trader. In alcuni casi, le piattaforme si appoggiano a società che si dedicano istituzionalmente proprio alla formazione, dando vita ad accademie di notevole livello, tali quindi da rappresentare un valore aggiunto.


>>> Approfondimenti sulla formazione al trader offerta dai brokers online:


Altro parametro che conta molto nella scelta del broker è il conto demo per fare pratica nel trading online ( forex e non solo ). Si tratta di una particolare modalità simulata, che consente al trader alle prime armi di iniziare ad impratichirsi con i mercati finanziari riproducendoli alla perfezione.

Come diventare trader professionisti

La formazione è un’elemento estremamente importante per poter diventare trader professionisti

In pratica l’utente può fare le sue operazioni senza però puntare soldi reali, testando così le sue competenze e le strategie con cui dovrà affrontare le turbolenze che caratterizzano ogni giorno il trading online e in particolare il suo livello di preparazione.

Al riguardo occorre però sottolineare come secondo molti addetti ai lavori si tratti di una sorta di illusione tecnologica, in quanto le operazioni portate avanti con il conto demo, proprio in quanto non presuppongono perdite (e naturalmente guadagni), non comportano lo stress mentale che è invece la caratteristica del mercato reale.

In pratica le situazioni prefigurate dal conto demo non sono le stesse che dovranno affrontare gli utenti una volta passati alle operazioni vere e, di conseguenza, la sua utilità sarebbe sostanzialmente limitata.

Infine l’assistenza tecnica, un aspetto che viene spesso sottovalutato, ma che si rivela molto importante in quanto l’imprevisto è sempre dietro l’angolo.

Le piattaforme migliori sono in grado di assistere la propria clientela ogni qual volta si presenti un problema, di carattere tecnico oppure relativo ad esempio al prelievo dei propri soldi dal conto, senza far perdere troppo tempo ai trader. Non tenere conto di questo fattore, all’atto della scelta del broker, può rivelarsi un errore di non poco conto.

Gli asset negoziabili

Una volta che sia stata scelta la piattaforma, si può iniziare a negoziare sugli asset, ovvero i beni o le risorse economiche sulle cui variazioni di prezzo è possibile investire. Quali sono questi asset? Alcuni broker possono offrire sino a 200 opzioni, ma i principali possono essere considerati i seguenti:

  • le azioni, ovvero i titoli rilasciati dalle società quotate in borsa al fine di finanziarsi, ad esempio quelle Apple, Facebook, Ferrari e molte altre;
  • le materie prime, in pratica tutti i materiali che fanno da base per la fabbricazione e la produzione di altri beni mediante lavorazioni e processi industriali, a partire dal petrolio;
  • un indice azionario, ovvero un paniere di azioni caratterizzate da grande rilevanza, come ad esempio il Dow Jones, il Nasdaq o lo S & P 500;
  • una coppia di valute forex, ad esempio quella rappresentata da Euro e Dollaro;
  • una criptovaluta, ovvero una moneta digitale creata utilizzando la tecnologia Blockchain.

L’importanza dell’analisi tecnica e fondamentale

Come abbiamo già ricordato, chi decida di accostarsi ai mercati finanziari deve predisporre una serie di strumenti in grado di evitare un impatto traumatico con essi.

La volatilità e le turbolenze che li caratterizzano sono infatti in grado di provocare gravi perdite agli investitori meno accorti. Proprio al fine di evitare eventi così traumatici è quindi consigliabile stendere una vera e propria rete di salvataggio in grado di proteggere i soldi investiti.

Proprio un salvagente di questo tipo è infatti in grado non solo di ottimizzare i guadagni, ma anche di limitare eventuali perdite, evitando in tal modo il prosciugamento del proprio conto.

Ad evitare situazioni difficilmente gestibili, concorrono in particolare due metodologie studiate proprio per cercare di agevolare al massimo l’operato dei trader, ovvero l’analisi tecnica e quella fondamentale. Di cosa si tratta? Andiamo dunque a vederlo da vicino, in modo da comprendere la loro evidente importanza per il trading online.

Cos’è l’analisi tecnica

Per analisi tecnica si intende lo studio dell’andamento dei prezzi sui mercati finanziari nel corso del tempo, tesa ad intuire e prevedere le loro tendenze future. Va ricordato che questa metodologia era stata riservata in un primo momento al mercato azionario, allargandosi soltanto nel corso degli ultimi anni anche a quello delle materie prime, delle valute e delle obbligazioni.

Cosa fa l’analista tecnico? L’obiettivo che si propone è l’individuazione della possibile direzione del trend, relazionandolo ai prezzi dell’asset su cui si propone di operare il proprio investimento.

Come diventare trader professionista

L’analisi tecnica è molto importante nel trading online

Una volta che il trend sia stato individuato, diventa poi necessario cercare il punto di ingresso ideale e in un secondo momento quello di uscita. Ove l’operazione intrapresa vada a buon fine, sarà possibile padroneggiare in maniera più agevole l’onda dei prezzi e guadagnare.

Il campo di studio dell’analisi tecnica è rappresentato dai grafici, dai quali il trader è in grado di ricavare le informazioni.

Per farlo, è necessario disinteressarsi di ciò che avviene all’interno dei componenti di un mercato, in modo da concentrare la propria attenzione sui suoi pattern di movimento.

Proprio dall’analisi della formazione dei pattern sui grafici è infatti possibile individuare il comportamento di acquirenti e venditori e sfruttarli a proprio vantaggio.

Perché l’analisi tecnica è considerata valida? A renderla tale è la constatazione che una serie di comportamenti tendono a ripetersi nel corso del tempo e proprio questo fatto ne rende possibile l’individuazione nelle fasi di formazione. In tal modo l’analista sarà in grado di prevedere i trend futuri del mercato, strutturando i suoi investimenti in modo da metterne a frutto il puntuale verificarsi.

Sul grafico in formazione, a rappresentare i movimenti dei prezzi sono di solito le barre o le candele, cui spetta il compito di consentire l’analisi sul prezzo in un determinato arco di tempo, il timeframe.

La parte centrale della candela, il corpo, rappresenta la differenza tra l’apertura e la chiusura in un determinato periodo, mentre le ombre, ovvero i segmenti posti in alto e in basso, forniscono un’idea della differenza tra il massimo e il minimo del periodo considerato e l’apertura o la chiusura della candela. Quando la candela è verde simboleggia il rialzo dei prezzi, ove sia rossa si sta invece verificando un ribasso.

Occorre poi ricordare come i livelli del grafico possono presentare ostacoli sul cammino dei prezzi, detti livelli di supporto o di resistenza. Il supporto rappresenta il livello al quale un prezzo al ribasso arresta la propria caduta e inizia il rimbalzo verso l’alto, mentre con il termine di resistenza si indica il livello al quale un prezzo in crescita dopo aver trovato un ostacolo sulla sua salita fa registrare invece un ripiegamento.

Va poi ricordata la preziosa funzione detenuta dagli indicatori, che possono consentire di prevedere meglio il movimento dei prezzi. A partire dalla media mobile semplice, che viene utilizzata in funzione di supporto o resistenza dinamica, con periodi come 50, 100 o 200: ove i prezzi mettano in evidenza una importante tendenza al rialzo può rappresentare un supporto di rilievo sul breve e medio termine, mentre nel caso tendano al ribasso si avrà una resistenza dinamica significativa.

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Cos’è l’analisi fondamentale

L’analisi fondamentale, indicata anche come “analisi macroeconomica”, viene utilizzata in modo da prevedere i prezzi di beni, dei titoli e delle valute sui mercati internazionali, in archi temporali medi e lunghi.

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L’analisi fondamentale è detta anche analisi macroeconomica

Chi pratica questo tipo di analisi è solitamente in grado di descrivere gli scenari economici e le conseguenze che potrebbero provocare sul Forex, non solo in tempi ravvicinati, ma anche a gioco lungo.

A fornire la base per l’analisi fondamentale sono le indagini sulla macroeconomia, ovvero gli studi sulle cause macroeconomiche in grado di riflettersi in maniera da influenzare la domanda e l’offerta di valute sul mercato.

Le analisi in questione vanno a concentrarsi sulla situazione economica di un determinato Paese o area del globo, in modo tale da andare infine a stabilire quale direzione potrebbe prendere.

La base dell’analisi fondamentale è la constatazione che il mercato si muove e reagisce alla stregua di un organismo complesso, risentendo perciò di una serie di fattori inestricabili, che tendono a muoversi in stretta correlazione. Proprio i mutamenti da essa provocati sono destinati ad avere una ineluttabile ricaduta sulle quotazioni di valute, materie prime e azioni.

Nel quadro dell’analisi fondamentale occorre anche ricordare il ruolo svolto dalla politica, in particolare tutti i provvedimenti che possono avere una ricaduta sulla sfera economica, dagli aspetti sociali e dalle variazioni climatiche. In effetti ogni volta che uno di questi aspetti è oggetto di una modifica importante, può innescarsi un effetto destinato a riversarsi con grande forza sulla situazione dell’economia.

La base dell’analisi fondamentale è rappresentata dagli indicatori economici, ovvero numeri statistici che vengono costantemente misurati in modo da fornire le stime di crescita per i mesi successivi, trimestre, semestre o anno. Tra di essi occorre ricordare:

  1. il PIL (Prodotto Interno Lordo), costituito dalla sommatoria di tutti i beni e servizi prodotti all’interno di una nazione nel corso del periodo considerato;
  2. l’inflazione, da mettere in correlazione con il potere d’acquisto di una moneta;
  3. i dati relativi all’occupazione, ovvero i posti di lavoro che sono stati guadagnati o persi nell’arco di tempo oggetto del report;
  4. il debito pubblico, ovvero la situzione in cui versano i conti dello Stato o dell’area in oggetto;
  5. la bilancia dei pagamenti, che è la risultante della differenza tra quanto importa e quanto esportato da un determinato Paese.

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Il Money Management

Se l’analisi tecnica e quella fondamentale sono strumenti molto importanti nel bagaglio del trader professionista, non meno lo è il Money Management. Si tratta di una tecnica che a volte viene indicata come “gestione del rischio”, proprio perché mira a massimizzare i profitti e a minimizzare al massimo le eventuali perdite. Proprio da quanto detto sin qui, possiamo quindi definirlo senz’altro come un insieme di regole tese a consentire la gestione più efficiente possibile del proprio patrimonio.

Il Money Management è composto da due ambiti fondamentali i quali non possono essere scissi: il risk management (“gestione del rischio”) e il position sizing.

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Il Money Management permette di ottimizzare la gestione del patrimonio

Il primo permette il monitoraggio continuo della posizione su cui abbiamo deciso di impostare il nostro attacco al mercato, mentre il secondo è delegato all’individuazione del capitale che va impiegato in ogni singola operazione aperta sul mercato, dando vita ad una ripartizione tra i vari asset che fanno bella mostra di sé all’interno del nostro portafogli.

Una strategia di Money Marketing, per poter dare i suoi frutti, deve essere composta da alcuni punti fondamentali, ovvero:

  1. Stabilimento di una percentuale massima dei nostri soldi da destinare ad ogni operazione. In pratica proprio la divisione in tante piccole poste impedisce che il fallimento di una operazione si riverberi in maniera troppo pesante sul nostro patrimonio;
  2. Mettere da parte una riserva eccezionale, da impiegare in operazioni tese ad approfittare di eventuali occasioni derivanti dall’improvvisa evoluzione dei mercati, le quali abbiano peraltro un margine di rischio abbastanza limitato;
  3. Monitorare la volatilità che è propria dei mercati in modo da individuarne con precisione chirurgica i movimenti, in quanto ove essa non venga associata alla direzionalità può dare origine a false rotture, tali da trarre in inganno gli investitori meno avveduti;
  4. Evitare di insistere o addirittura puntare con più forza su una posizione in perdita, solo perché il proprio orgoglio non accetta la sconfessione di una propria tesi, così come va evitato il peccato di superbia opposto, ovvero provare a stravincere quando la posizione aperta si riveli proficua.

Infine possiamo concludere questa rapida carrellata sul Money Management ricordando che esso deve obbedire ad una parola d’ordine ben precisa: differenziare, ovvero suddividere il rischio in modo da limitare le eventuali cadute. In tal modo, si potrà sempre ovviare ad una sconfitta.

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Fissare i propri obiettivi

Una volta che sia stata acquisita la necessaria mole di competenze, occorre fissare i propri obiettivi, ovvero decidere che tipo di trader professionista si intenda essere. Va infatti sottolineato come i professionisti del trading possono decidere se investire soltanto i propri capitali, se investire solo quelli degli altri, farlo in proprio oppure alle dipendenze di una società del settore o di una banca.

Ognuna di queste scelte può comportare scelte diverse nel proprio modo di investire: è del tutto logico che un trader professionale il quale operi solo con propri soldi possa permettersi di assumere profili di rischio molto superiori a quelli che invece si caricherebbe dovendo gestire soldi che non sono suoi.

Peraltro, un fallimento coi propri soldi si riflette soltanto sul patrimonio, ma uno coi soldi degli altri andrebbe a riflettersi sulla sua reputazione, chiudendogli non poche porte. Ecco perché è molto importante fare una disamina spassionata della situazione e, soprattutto, decidere con assoluta precisione cosa si intenda fare con il proprio bagaglio di conoscenze.

Conclusione

Diventare un trader professionista è assolutamente possibile, ma per riuscire occorre dotarsi di un bagaglio importante di conoscenze e di una rigida disciplina.

Soltanto ove ci si accosti al mercato con le conoscenze giuste e sapendo di non giocare, ma di svolgere un’attività seria e difficile, si può resistere con successo alla volatilità che è il pane quotidiano di chi investe soldi suoi o della clientela su asset come le azioni, le divise, le materie prime o gli altri strumenti finanziari che vengono scambiati sulle piazze globali ad ogni ora del giorno.

Pensare di poter guadagnare senza approntare strategie di trading vincenti, magari perché ci si ritiene fortunati, è un suicidio in termini logici che andrebbe assolutamente evitato, per non compromettere il proprio patrimonio (e quello eventualmente fornito da altri) e la propria autostima.

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©2012/2018 - Guida completa ai migliori broker italiani. Progetto a cura di Alessio Ippolito.