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CPI Consumer Price Index

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Di Ivano Sabbioni

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Torniamo a parlare di quelli che sono i principali indicatori economici che possiamo utilizzare per migliorare le strategie di trading sui principali mercati.

Oggi parliamo di Consumer Price Index (CPI) – ovvero dell’indice dei prezzi al consumo, che è uno degli indicatori principali che dobbiamo seguire all’interno del calendario economico.

Si tratta di un indice che contribuisce a determinare in larga parte anche l’inflazione generale e che è anche indice di diversi fattori che contribuiscono a farci comprendere l’andamento di un’economia.

La BCE, come le altre banche centrali, tiene molto sotto controllo il CPI

Nella guida di oggi andremo ad analizzare appunto se e quando questo indicatore deve essere assolutamente preso in considerazione, su quali mercati impatta e perché seguirlo.

Una guida tecnica, che ti aiuterà comunque anche più in generale a seguire l’andamento di un’economia.

Vediamo insieme cosa c’è da sapere sul Consumer Price Index.

Che cos’è il Consumer Price Index?

Lo citiamo in inglese, perché è così che viene nominato in genere nelle analisi finanziarie e nelle notizie. Il Consumer Price Index (che citeremo a volte durante questa guida come CPI) è quello che in italiano viene chiamato indice dei prezzi al consumo.

È un indice dei prezzi che viene realizzato con una media statistica dei prezzi cosiddetti ponderati, in relazione ad un determinato paniere di beni.

La definizione di scuola – come purtroppo sempre accade – difficilmente ci aiuta però a capire quali sono le cose importanti del concetto che stiamo affrontando. Il consumer price index è un calcolo statistico di come si muovono i prezzi di beni di tipico consumo da parte dei consumatori e non delle aziende.

Per questo motivo all’interno di questo tipo di indice finiscono ad esempio i costi delle abitazioni, dell’abbigliamento, dei viaggi, della sanità, dell’istruzione e del tempo libero.

Si tratta dunque di un indice che ci racconta una fetta, seppur importante, dell’inflazione. L’inflazione infatti include anche ad esempio il prezzo degli strumenti finaziari e quei beni come i macchinari, che invece vengono acquistati quasi esclusivamente dalle aziende.

Dato che non siamo politici in carriera e dato che appunto non siamo noi ad essere deputati a trovare delle ricette economiche, è più che lecito chiederti perché questo indicatore economico sia così seguito da chi fa trading.

O meglio, perché ne stanno parlando quelli di MigliorBrokerForex.net?

Semplice, perché il CPI è uno dei più importanti indicatori economici anche per quanto riguarda i mercati.

Più in avanti nel corso della nostra guida vedremo perché questo indice è assolutamente importante e per quali motivi lo riteniamo uno dei fondamentali per chi vuole andare ad investire su determinati mercati.

D’altronde ti basterebbe andare a spulciare grafici e operazioni anche con un conto demo come quello di eToro – in concomitanza con quelle che sono le notizie sul CPI delle principali economie.

Perché agli investitori interessa il CPI

Abbiamo introdotto ora il CPI e possiamo dunque passare al vivo della nostra guida.

Dovremo infatti rispondere alla domanda: perché questo indicatore è seguito dai trader? In che modo può andare ad influenzare i mercati e di conseguenza le operazioni di chi investe sui mercati?

Ci sono diversi fattori di cui tenere conto:

  1. Se i prezzi sono in rialzo, i rendimenti dei crediti a tasso fisso realmente scende. Per fare un esempio, una maggiore inflazione in genere abbassa il valore delle obbligazioni relative a quella economia e denominate in quella valuta;
  2. Anche chi ha redditi fissi, ovvero calcolati su un valore nominale immutabile, hanno da rimetterci, perché il valore relativo della moneta si abbassa. È questo quello che avviene ai salari che vengono determinati da contratti nazionali che vengono negoziati per diversi anni;
  3. Un’inflazione modesta è segno di un’economia in salute. Basti pensare che le banche centrali hanno come obiettivo quello di contenere l’inflazione ma non di azzerarla.

Questo avviene quando appunto l’indice CPI sale, ovvero quando appunto l’inflazione per i consumatori sale.

Quando invece l’inflazione scende si è in deflazione, parola in grado di far tremare sia i mercati che i governi. Sebbene potrebbe sembrare che deflazione si traduce in maggior potere d’acquisto da parte della moneta di riferimento, in realtà vengono innescati dei processi molto importanti e pericolosi per un’economia:

  1. La deflazione segnala in genere un calo della domanda da parte dei consumatori: questa è una pessima notizia per chi investe capitale nelle aziende, perché i profitti, in questa situazione, non possono che diminuire. Questa vicenda si riflette in genere con tempi molto brevi sul mercato azionario. Anche in questo caso ti invitiamo a fare pratica con un buon conto demo – FP Markets te ne offre uno anche per le azioni – quando arrivano notizie di deflazione su un’economia, parte il fuggi fuggi dalle azioni più importanti di un intero settore;
  2. I margini delle aziende scendono anche per la scarsa elasticità di alcuni beni: non tutti i beni hanno un prezzo perfettamente elastico rispetto alla domanda. Quei prezzi rimangono alti e dunque le aziende sono costrette ad abbassare, ancora una volta, i profitti.

Come abbiamo dunque compreso al termine di questa breve disamina, il CPI ha un impatto molto importante per quanto riguarda il mercato del Forex e quello azionario.

Ricordati per semplicità queste regole:

  • L’iperinflazione è pessima per le economie: quando c’è iperinflazione la moneta di riferimento perde moltissimo valore. In moltissimi casi, basta guardare al Venezuela o allo Zimbabwe per esperienze relativamente recenti, la moneta diventa letteralmente carta straccia;
  • Un’inflazione moderata è in genere il segnale di un’economia in salute, ovvero un’economia che sta crescendo organicamente, dove la domanda è forte ma dove gli altri fondamentali sono in ordine;
  • La deflazione è una iattura per i comparti produttivi di un’economia. Le difficoltà dei produttori poi non possono che riflettersi anche su quelli che sono i consumatori stessi, innescando dei circoli viziosi dai quali è praticamente impossibile uscire.

Con questo piccolo prospetto potrai anticipare i mercati, a patto ovviamente che le tue previsioni siano appunto giuste. Sono ancora una volta infatti le aspettative a modificare l’andamento dei mercati, come d’altronde avviene per ogni tipo di indicatore economico.

Se vuoi mettere subito in pratica quanto hai appena appreso, puoi farlo aprendo un conto da un grande broker. IQ Option ti permette di farlo con soli 10 euro di deposito iniziale e 1 euro a trade e potrai subito verificare che quanto ti abbiamo descritto sia conforme alla realtà.

I dati sulla CPI escono infatti con cadenza mensile e non ti toccherà aspettare molto per mettere subito in pratica le tue nuove conoscenze.

Ricordati che in presenza di dati molto diversi dalle aspettative del mercato, i mercati correggono

Chiudiamo ricordandoti quella che è una verità sempre valida per quanto riguarda gli indicatori economici.

I mercati si creano infatti delle aspettative sui dati più importanti, e quando queste sono disattese, correggono immediatamente prezzi e volumi.

Che intendiamo dire? Intendiamo dire che in presenza di un dato reale che è molto diverso da quelle che erano le aspettative degli specialisti, dovrai aspettarti una grande volatilità di prezzi sui mercati.

Preparati per questo, diminuisci la leva e tieniti pronto a ballare, almeno per qualche giorno.

C’è da dire comunque che con l’esperienza imparerai a governare anche questo tipo di eventi.

Conclusioni: ti conviene sempre seguire il CPI delle principali economie

Il nostro consiglio finale è quello di tenere sempre a bada questo specifico indice, anche per le economie che non segui personalmente con i tuoi investimenti.

Siamo infatti davanti ad un indicatore economico che appunto ha ripercussioni importanti, ripercussioni che non è detto che siano limitati all’economia di riferimento.

Tieni sempre d’occhio questo tipo di eventi sul tuo calendario economico.

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