miglior broker forex

Analisi della situazione della moneta unica europea

Online il

Di Paolo Santilli

miglior broker forex

Il valore dell’euro ha avuto un posto d’onore nel dibattito economico negli ultimi mesi. Molti analisti hanno sostenuto che il suo forte apprezzamento è stato controproducente per l’economia della zona euro, ostacolando la crescita e aggravando il rischio di deflazione. Ma quanto c’è del vero in questo?

La recente forte performance dell’euro contro il dollaro è sostanzialmente dovuta alla combinazione delle politiche economiche scelte dalla zona euro, che sono state molto diverse dal set prescelto dagli Stati Uniti. Dovremmo anche ricordare il fatto spesso ignorato che il valore dell’euro è cambiato poco nel 2012, nel bel mezzo della crisi del debito sovrano in Europa.

Gli Stati Uniti e l’area euro hanno differito sia nella loro politica fiscale e monetaria. Nel settore della politica fiscale l’Europa ha scelto di consolidare rapidamente i deficit pubblici causati dalla lotta contro la recessione nel 2008 e 2009, mentre gli Stati Uniti hanno assunto una posizione un pò più clemente; ci sono ancora maggiori differenze, poi, tra le politiche monetarie attuate su ciascun lato dell’Atlantico, essendo questa molto più espansiva negli Stati Uniti che non nell’area dell’euro.

analisi euro

Anche se è vero che la crescita più positiva degli Stati Uniti dovrebbe spingere il dollaro, essa ha anche avuto anche effetti collaterali, in particolare in relazione all’andamento spettacolare della dimensione dei bilanci. La Federal Reserve ha continuato ad espandersi, mentre la Banca centrale europea ha contratto le banche europee che hanno restituito tre finanziamenti straordinari che hanno ricevuto dall’istituto.

Non possiamo però chiamare la politica monetaria della BCE restrittiva, in nessun modo; i tassi di interesse sono molto bassi e una grande quantità di finanziamenti a lungo termine è disponibile per gli intermediari finanziari. Ma è restrittiva rispetto alla politica degli Stati Uniti, una politica monetaria facile che non è riuscita a rivitalizzare l’economia immediatamente rispetto ai suoi mezzi di trasmissione, vale a dire le istituzioni finanziarie, che sono state bloccate e sono in fase di ristrutturazione, dovuto anche aiprocessi di deleveraging.

Anche se l’esitazione dimostrata da un’autorità superiore monetaria europea è comprensibile, la situazione attuale richiede più espansione monetaria per mettere l’euro su un pianomilgiore anche con il dollaro. Questa rinnovata espansione potrebbe avere diversi effetti, che sarebbe vantaggioso per l’area dell’euro.

In primo luogo sarebbe utile a combattere le tendenze deflazionistiche in cui la zona euro è in pericolo di cadere di nuovo. L’inflazione per l’area dell’euro deve fondamentalmente essere più vicina al 2% per facilitare le rettifiche di competitività tra gli Stati membri. Una iniezione monetaria potrebbe anche sostenere l’espansione della domanda interna, in particolare in quei paesi che hanno bisogno di una spinta in più, soprattutto dove c’è una grande quantità di capacità di produzione eccedentaria.

Infine le politiche monetarie più facili potrebbe anche spingere verso il basso l’euro contro il dollaro, anche se questo impatto è incerto. Da un lato la ripresa dell’economia della zona euro avrebbe spinto nella direzione opposta, mentre, dall’altro, dobbiamo anche ricordare che, nonostante le lamentele circa il valore della moneta, l’area dell’euro nel suo complesso ha ancora un conto corrente in surplus, un fattore di fondo che continuerà ad influenzare il prezzo dell’euro all’estero.

Migliorbrokerforex.net © – E’ vietata la riproduzione anche parziale. A cura di: Alberto Lattuada

Iscriviti
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments