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Strategia forex Carry Trade: cos’è e come funziona

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Di Antonio Possentini

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L’investimento sui mercati finanziari è una attività sempre più praticata dagli italiani. Si calcola infatti che siano ormai milioni gli account aperti da nostri connazionali che vedono nel trading online un possibile campo su cui far fruttare i propri risparmi. In effetti nell’epoca dei tassi di interesse bassi o addirittura negativi sembra un controsenso lasciare soldi su un conto bancario che ne erode il potere d’acquisto.

Va però sottolineato che il trading non è un’attività priva di rischi. Anzi, è l’esatto contrario. Il primo rischio consiste nella scelta del broker sbagliato, come ben sanno i tanti che sono stati raggirati nel corso degli anni da piattaforme che avevano il solo scopo di lucrare sulla buona fede degli utenti. Per eliminare in partenza questo rischio si consiglia quindi di rivolgersi a broker professionali e onesti, a partire magari da FP Markets, una delle piattaforme più reputate in assoluto.

La strategia è fondamentale

Una volta che sia stata fatta la scelta della piattaforma, occorre iniziare a pensare a come investire al meglio i propri soldi. Per farlo, occorre predisporre nel modo migliore le proprie operazioni, partendo magari da un saggio money management, ovvero da una gestione ottimale delle risorse finanziarie disponibili.

Altro step fondamentale in tal senso è quello relativo alla rete di salvataggio che occorre stendere sul nostro commercio, sotto forma di strategie adatte, si tratti di analisi tecnica o fondamentale. Proprio per questo è necessario dare vita ad un congruo periodo di formazione.

Tra le strategie che possono senz’altro permettere ai trader di guadagnare dall’apertura di posizioni sul mercato, una delle più interessanti è il Carry Trade. Andiamo dunque a vedere di cosa si tratti e perché questa strategia sia usata da un gran numero di investitori.

La strategia Carry Trade: cos’è?

Il Carry Trade è una particolare tecnica di trading che va a basarsi sul differenziale tra i tassi di interesse di due paesi, sul quale fa leva alla stregua di fonte del proprio guadagno. In pratica si tratta di indebitarsi acquistando una valuta contrassegnata da un basso tasso d’interesse al fine di poter piazzare i fondi ottenuti per questa via su una valuta caratterizzata al contrario da un tasso di interesse robusto. Proprio dalla differenza tra i due tassi di interesse, detto spread, verrà a crearsi l’eventuale guadagno.

Perché il Carry Trade è applicato soprattutto al mercato del Forex?

Il motivo risiede nel fatto che per poter amplificare il guadagno è necessario il leverage, che negli altri mercati difficilmente riesce a raggiungere effetti realmente importanti.

Si tratta, come si sarà capito, di un metodo fondato sul tasso di cambio delle monete prese in oggetto.

Lo yen è perfetto per il Carry Trade

Lo yen giapponese è una divisa ideale per il Carry Trade

Una delle due deve quindi essere contrassegnata da un tasso molto basso e proprio per questo motivo per lunghi anni lo yen giapponese ha rappresentato la moneta ideale in tal senso.  I margini di guadagno, in particolare, sono direttamente proporzionali alla differenza tra i tassi di interesse scelti

Carry Trade: come funziona?

Come abbiamo già detto, il primo passo di chi intenda aprire posizioni seguendo questa strategia consiste nella individuazione di una valuta che presenti tassi di interesse minimi, molto prossimi allo zero. A quel punto si prenderà in prestito una certa quantità di quella moneta, sapendo che la sua detenzione comporterà un costo molto basso, ovvero quello corrispondente proprio al suo tasso di interesse.

Il denaro ottenuto in questo modo dovrà quindi essere investito in un’altra valuta che però, al contrario, dovrà essere caratterizzata da un tasso di interesse più alto possibile.

Una volta che questo secondo passo sarà stato compiuto, si effettuerà il cambio tra le due monete, in modo da poter successivamente procedere all’acquisto di strumenti in grado di offrire un rendimento sicuro e che siano negoziabili con la seconda valuta. Lo strumento ideale in questa ottica è rappresentato dai titoli di Stato, in particolare quelli di Paesi solidi e quindi estranei alla prospettiva di un prossimo default. Una scelta in tal senso potrebbe essere quella dei titoli di Stato tedeschi.

Va anche sottolineato come la scelta delle due divise debba avvenire non soltanto guardando al valore assoluto dei tassi d’interesse, ma anche con un occhio rivolto alle politiche monetarie tenute dalle banche centrali delle aree prese in considerazione. Se, ad esempio, la tendenza è ad un ribasso continuo dei tassi di interesse, come accaduto nell’area euro, questa moneta può diventare un’ottima scelta in una prospettiva temporale di medio o lungo periodo.

A questo punto il rendimento ottenuto dal nostro investimento sarà ottenuto procedendo al calcolo del differenziale dei tassi di interesse delle due valute, il quale potrà essere desunto dal costo della prima rispetto al rendimento della seconda, al netto del rischio legato al tasso di cambio.

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Attenzione al tasso di cambio

Va anche sottolineato come questa strategia abbia un fattore di incertezza legato proprio all’andamento del tasso di cambio. Un rischio che però, in questo caso, non ha un carattere predeterminato: ciò vuol dire che infine potrà sfociare in guadagni o perdite aggiuntivi a seconda della direzione intrapresa dall’investitore. Di cosa si tratta?

In pratica, tra il momento in cui si effettua il primo cambio delle valute e quello in cui si chiude l’operazione, procedendo a cambiare di nuovo il denaro nella valuta originale, si è inevitabilmente soggetti al tasso di cambio della stessa.

Un fattore che muta con il tempo, sino a poter assumere un peso addirittura maggiore rispetto al differenziale dei tassi di interesse. Proprio dal suo apprezzamento o deprezzamento nel corso del periodo preso in considerazione potrà infine sfociare in un guadagno o in una perdita.

Il tasso di cambio è un fattore di rischio per il Carry Trade

Il risultato del Carry Trade dipende molto dal tasso di cambio

Questa constatazione implica quindi una attenta osservazione della valuta che si va a detenere, facendo magari considerazioni sulle sue prospettive nell’arco di tempo in oggetto. Per farlo si deve quindi entrare nel campo dell’analisi fondamentale,

Un caso pratico

Il discorso fatto sin qui, può diventare più comprensibile con un semplice caso pratico, quello relativo al dollaro americano e allo yen, prendendo quindi come tasso di cambio il loro incrocio nel corso del 2005.

Nei dodici mesi di quell’anno, il differenziale tra i tassi di interesse delle due aree ha viaggiato su una media del 3,25%, favorito dal fatto che il Giappone ormai da decenni pratica tassi di interesse vicini allo zero. Una caratteristica che, come abbiamo già avuto modo di sottolineare rende la valuta nipponica oggetto di molte operazioni di Carry Trading.

Se avessimo impostato un Carry Trade nel periodo preso in considerazione, il risultato si sarebbe tradotto quindi in un guadagno del 3,25% ove rapportato sul capitale investito. Nel caso in cui avessimo invece deciso di utilizzare una leva a 5, si sarebbe elevato sino al 16,25%. Nello stesso arco temporale, il tasso di cambio tra dollaro e yen è stato del 19%, apportando un vantaggio di questa entità ai possessori della divisa statunitense.

Ne deriva che il guadagno totale maturato, sarebbe salito al 19,50% e, con l’effetto leva al 97,50%. Se invece fosse accaduto il contrario, ovvero il tasso di cambio si fosse rivelato svantaggioso per i possessori di dollari, la perdita sarebbe potuto essere molto corposa, soprattutto se amplificata dal leverage.

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Una strategia non priva di rischi

Proprio per quanto appena detto il Carry Trade comporta rischi che possono essere evitati con una fase di studio molto approfondita, tale da trasformarli in opportunità. La cosa migliore da farsi, per propiziare un rally positivo, non può che essere l’abbinamento tra divise il cui cambio sia il più stabile possibile.

Il Carry Trade va praticato con molta accortezza

Il Carry Trade può essere una strategia densa di rischi

Inoltre sarebbe sempre il caso di scegliere con attenzione il timing, ovvero il punto d’ingresso sul mercato.

Nel caso del carry trade solitamente sarebbe preferibile entrare in una fase di stabilità, oppure quando il trend sia favorevole, in ossequio al celebre motto “Il trend è il principale amico del trader”.

Altro accorgimento da prendere, ove si decida di intraprendere questa strada, è poi quello di utilizzare lo stop loss, ovvero porre un livello oltre il quale non si può perdere, liquidando la posizione assunta.

Infine occorre tenere d’occhio lo spread praticato dal proprio broker.

In alcuni casi il suo livello può diventare un ostacolo non da poco al conseguimento dell’utile, andando a mangiarsi buona parte del guadagno totalizzato con l’operazione intrapresa.

L’importanza della demo

Altro consiglio che ci sentiamo senz’altro di dare a chi intenda rivolgersi ad una strategia che potrebbe in effetti garantire ottimi guadagni, è quello di testare a lungo la propria preparazione con una versione dimostrativa per fare trading online. Stiamo parlando di quel particolare tipo di conto, spesso del tutto gratuito, messo a disposizione dai broker, in cui l’operazione intrapresa non vede in gioco soldi reali.

La modalità simulata è caratteristica di tutte le piattaforme professionali, a partire da AvaTrade o BDSwiss, e permette di misurare i propri progressi in termini di competenze. Se è vero che manca il fattore stress, va anche sottolineato che può rivelarsi un ottimo metodo di allenamento prima del trading vero.

In particolare può far capire all’aspirante trader la complessità dei mercati finanziari, mettendolo di fronte alle situazioni tipiche di una seduta di lavoro. Una opportunità quindi da cogliere al volo, anche perché non obbliga l’utente a investire i suoi risparmi.

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Conclusione

Il Carry Trade è una strategia di medio o lungo termine che può essere impostata soprattutto in un settore come il Forex, basandosi sul differenziale di tassi tra due monete, ovvero sullo spread. Una delle due deve avere un tasso di cambio molto basso, al contrario dell’altra. Entrambe, però devono essere contrassegnate da una certa stabilità, in modo da rendere più basso il rischio di un’operazione simile.

Chi opera con questa modalità deve anche stare attento a fattori che potrebbero alla fine erodere il suo guadagno, a partire dalla commissione dovuta al broker. Quindi dovrebbe scegliere una piattaforma in grado di praticare commissioni basse ai propri clienti.

Anche il punto di ingresso a mercato deve essere scelto bene, cercando di non farlo in un momento troppo movimentato, proprio per non elevare la soglia di rischio. Per abbattere la quale è buona norma agire con gli stop loss, uscendo quindi quando la perdita superi un determinato livello, solitamente il 2% dell’ivestimento.

Migliorbrokerforex.net consiglia l’utilizzo della strategia di Carry trade sui seguenti brokers:

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