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IPO

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Di Ivano Sabbioni

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Le IPO – dall’inglese initial public offering – sono le operazioni tramite le quali le società si quotano in Borsa, ovvero rendono accessibili tramite per l’investimento le loro azioni.

Da parte di chi risparmia ed investe, le IPO possono essere sicuramente un momento molto interessante, soprattutto quando hanno per oggetto società nuove, magari nate soltanto da qualche anno e che dominano già il loro settore di riferimento.

È stato questo il caso della IPO di Facebook e di quelle di Spotify, grande successo per chi ha deciso di investire presto su questi titoli, così come è il caso di quelle attese ma che non hanno ancora avuto luogo, come quella ad esempio di Airbnb.

Sta di fatto che le IPO si verificano a cadenza molto regolare, anche se non sempre ovviamente riguardano aziende così famose e così appetibili. Nella guida di oggi impareremo insieme a riconoscere le migliori IPO, a capire come investirci e soprattutto a capire quando non è il caso di investire sulle IPO.

offerta pubblica iniziale facebook
La IPO di Facebook – una delle più importanti degli ultimi anni

Perché come tutte le “novità”, anche le IPO spesso sono sfruttate da personaggi senza scrupoli nel settore dell’intermediazione per invitare ad investire soggetti che non dovrebbero farlo.

Le IPO oggi – quando sono di livello – sono inoltre accessibili da eToro (qui per la demo) e da altri broker CFD che hanno il merito quantomeno di selezionare le IPO che vengono sottoposte ai clienti.

Che cos’è una IPO

IPO è l’acronimo per Initial Public Offering – ovvero offerta iniziale al pubblico – ed è la procedura tramite la quale le società si quotano in borsa.

Prima di capire bene cosa sia una IPO è bene fare un piccolissimo ripasso per quanto concerne il diritto societario: le società per azioni hanno la particolarità di vedere le loro quote rappresentate dalle azioni stesse.

Il fatto che queste azioni esistano e siano scambiabili, non è vuol dire che automaticamente – come pensano in molti – le società per azioni siano automaticamente incluse nella borsa. Servono innanzitutto dei controlli, il superamento di determinate soglie e una IPO, ovvero l’operazione tramite la quale un tot di azioni vengono proposte al pubblico.

I diversi tipo di IPO

Le IPO possono avvenire in tre modalità diverse: vendita di azione propria, vendita di azioni di nuova emissione oppure tramite un mix di entrambe le modalità.

  • OPV o Offerta Pubblica di Vendita

In questo caso vengono immesse sul mercato delle azioni che sono al momento proprietà degli azionisti. In questo caso l’obiettivo principale dell’azienda che si quota è quello di raccogliere capitali con il quale monetizzare parte della proprietà.

  • OPS o Offerta Pubblica di Sottoscrizione

In questo caso vengono vendute azioni di nuova emissione, senza che vengono immesse, almeno durante la IPO, sul mercato, azioni che sono già di proprietà degli azionisti. In questo caso vi è un aumento di capitale netto della società.

  • OPVS: Offerta Pubblica di Vendita e di Sottoscrizione

Una soluzione ibrida che prevede la possibilità di immettere sul mercato azioni già esistenti e azioni di nuova emissione.

Non appena le IPO vengono aperte, anche i broker CFD cominciano a quotare presso i propri listini le azioni medesime, seguendo il prezzo che si determina, volta per volta, sul mercato.

Per questo motivo anche su FP Markets (qui per il sito ufficiale) troverai da subito le migliori azioni sottoposte ad IPO.

Quanto vale una IPO: il prezzo giusto per acquistare

Le IPO sono un momento di grande volatilità per le azioni che vengono quotate e dunque per molti la possibilità migliore per fare investimenti.

Il valore iniziale di una IPO viene in genere stabilito attraverso due canali:

  • Tramite calcoli complessi e in genere bassati sui profitti futuri attualizzati, calcoli che sono in genere effettuati dalle società di intermediazione per le IPO, tipicamente le banche di affari.

Questa è ovviamente una stima a spanne che può essere fortemente smentita, come vedremo tra pochissimo, dal mercato.

  • Tramite booking, ovvero tramite le prenotazioni di azioni da parte dei soggetti istituzionali, dal quale si riesce, grossomodo, a calcolare un prezzo.

Anche questa misurazione può essere però estremamente poco accurata ed essere smentita dal mercato già nelle primissime ore di contrattazione.

In realtà il valore giusto delle IPO, per quanto possano intervenire società di consulenza, analisti ed esperti, è sempre molto difficile da predeterminare. Motivo per il quale sono in moltissimi a riuscire a speculare con successo su questo tipo di operazioni.

Possono verificarsi due scenari diversi una volta che vengano aperte le contrattazioni direttamente in borsa. Nello specifico:

  • La quotazione può essere troppo bassa per il mercato: in questo caso partono gli acquisti e il prezzo si alza rapidamente.

È stato il caso di sempre meno IPO degli ultimi tempi, soprattutto di quelle del settore digital, dove spesso le quotazioni di partenza sono molto alte rispetto all’apprezzamento dei mercati.

In questo caso il miglior modo di ottenere profitti è ovviamente quello di seguire il trend, acquistare il prima possibile dal momento della quotazione e poi cercare di liquidare prima dell’inevitabile rimbalzo verso il basso.

  • La quotazione è troppo alta secondo il mercato: ovvero nel caso in cui il mercato ritiene che il prezzo di richiesta sia troppo alto.

In questo caso, dall’apertura delle contrattazioni, il prezzo spesso si abbassa rapidamente, anche qui con grande volatilità iniziale.

In questo caso il modo migliore di procedere è con la vendita allo scoperto, ovvero puntando da subito sul ribasso dell’azione stessa. Cosa che si può fare facilmente con uno qualunque dei broker che abbiamo consigliato già nel corso della nostra guida. Come anche Capital.com (qui per la demo).

La vendita allo scoperto è una procedura assolutamente simmetrica rispetto all’acquisto e permette di puntare sul ribasso di un qualunque titolo e anche su quelli che sono stati appena sottoposti ad IPO.

IPO e ICO: quali sono le differenze?

Da qualche tempo anche le criptovalute sono sottoposte ad offerta pubblica di acquisto, ovvero ad una procedura simile a quella che porta le società a quotarsi.

Si chiamano però tecnicamente ICO – ovvero l’acronimo per Initial Coin Offering, dove vengono proposti al pubblico cryptocoin che sono stati già “minati” e sono tipicamente nelle mani di chi gestisce il relativo progetto.

Il mondo delle ICO è però molto più rischioso di quello delle IPO: queste ultime infatti vedono non solo diversi soggetti terzi coinvolti nel processo di quotazione, ma anche il controllo vigile delle autorità pubbliche sull’intera operazione.

Per quanto concerne le ICO invece le offerte sono spesso libere, in giurisdizioni dove i controlli sono labili se non completamente assenti e spesso proprio con l’obiettivo della minima trasparenza possibile.

ICO su Coinbase
Coinbase diventerà presto hub per le ICO di moltissimi prodotti ERC20

Purtroppo le ICO sulle quali conviene investire si contano da sempre sulle dita di una mano e sono stati tantissimi i casi in cui dietro le stesse ICO si nascondevano delle vere e proprie truffe. Quello che dobbiamo necessariamente fare prima di avvicinarci a qualunque tipo di ICO – è di scegliere un intermediario affidabile.

Difficilmente i broker CFD come eToro (qui per il sito ufficiale) si occupano di ICO – a farlo sono gli exchange, mondo relativamente libero e complesso, nel quale però c’è davvero la necessità di affidarsi ad intermediari molto seri.

CoinBase (qui per saperne di più sul sito ufficiale) è un exchange di grandissimo spessore e che segue le migliori ICO per investire – garantendoti una preselezione soltanto di criptovalute di qualità importante.

Investire in IPO è rischioso?

Sì, le IPO sono una categoria di investimento molto rischiosa – che al contempo può offrire dei profitti altrettanto alti. Il mondo delle azioni è già un mondo molto volatile, con la volatilità che aumenta ulteriormente proprio nelle prime fasi dell’offerta pubblica di acquisto.

Quindi per rispondere alla domanda che ci siamo posti in apertura, possiamo dire che sì, le IPO sono procedure molto rischiose per chi investe e che dovrebbero essere considerate come tali da chiunque ci si voglia avvicinare.

Puoi pensare – almeno ad avviso della nostra redazione – di partecipare ad una IPO soltanto se:

  • Sei conscio dei rischi coinvolti: rischi che ci sono anche quando vengono quotate delle società molto importanti e all’apparenza solide.

Il rischio è quello infatti di avere delle azioni estremamente sovrapprezzate proprio in virtù della popolarità che l’azienda ha.

  • Hai un’alta propensione al rischio: dopo aver conosciuto il rischio coinvolto, è il caso di considerare se tali rischi siano in linea con le nostre aspettative.

Chi vuole investire su questo tipo di titoli deve avere necessariamente una propensione al rischio elevata, oppure inserire questo tipo di investimento all’interno di un portafoglio molto più sicuro.

Chiunque descriva le IPO come un’occasione di arricchimento certa, è un ciarlatano che con ogni probabilità ha tutto l’interesse a farti investire. Noi non faremo così: vogliamo dirti che sicuramente ci sono degli spazi per investire in questo tipo di prodotti, anche se le valutazione vanno fatte caso per caso.

IPO Spotify
La IPO di Spotify è stata tra le più apprezzate dal mercato

I rischi possono essere inoltre mitigati scegliendo soltanto quelle IPO che vengono listate dai principali broker. Se non trovi l’IPO su eToro (qui per investire in demo) difficilmente puoi sentirti sicuro: perché broker di questo tipo sono broker che selezionato tutte le migliori offerte pubbliche di acquisto.

Va fatto un discorso diverso per quanto concerne però le ICO – le offerte pubbliche di acquisto che riguardano le Criptovalute. Perché in questo caso, come abbiamo detto poco sopra, i rischi in realtà sono altissimi, soprattutto se non si decide di far riferimento a quanto viene offerto esclusivamente tramite i migliori exchange.

Scegliere una ICO di quelle che vengono offerte via internet è la ricetta perfetta per prendere una cantonata che potrebbe costarci tutti i nostri risparmi.

Puoi seguire le migliori ICO su Coinbase (qui per aprire il conto), il miglior exchange per quanto concerne non solo le ICO ma anche gli investimenti in criptovalute in senso generico, a patto ovviamente di non preferite il trading tramite CFD.

Investire in IPO conviene?

Investire in IPO può essere conveniente, dato che spesso vengono quotate società molto interessanti e dal futuro brillante. Questo non vuol dire che – lo ripetiamo ancora una volta – investire in IPO sia un modo automatico per guadagnare.

Anzi. Spesso le IPO sono molto poco convenienti per chi non ha idea della quotazione di risposta del mercato a quella ufficiale.

Quello che possiamo dire in questo frangente è che:

  • Le IPO sono in genere molto volatili: e che quindi investire con Leva finanziaria potrebbe non essere una buona idea.

La volatilità incorporata in queste operazioni è sufficiente anche per fare trading intraday o su orizzonti ancora più brevi.

  • Anche quando c’è hype, non è detto che le azioni delle IPO salgano: spesso quando vengono quotate società conosciutissime, tutti si aspettano una salita costante e duratura del valore delle azioni stesse.

In realtà non è raro che le azioni di grandissime azioni aprano in forte perdita (è stato il caso della IPO di Facebook, per citarne una).

Affinché sia conveniente investire in questo tipo di operazioni, è bene – come sempre – cercare di conoscere a fondo non solo le modalità attraverso le quali le quotazioni avvengono, ma anche i fondamentali dell’azienda quotata.

Fondamentali che possono fare la differenza per chi investe come te. Sempre ricordandoci di quello che abbiamo a disposizione presso i migliori broker. Possiamo farci le ossa con un conto demo di Capital.com, dove avremo il capitale virtuale di cui abbiamo bisogno per iniziare a fare trading sulle IPO senza rischi – cosa che ci aiuterà a fare quell’esperienza necessaria per fare poi sul serio.

Come investire sulle IPO

Si possono scegliere due vie per investire in IPO: le banche o i broker CFD. Vedremo insieme ora quali sono i pro e i contro di queste due soluzioni, soluzioni che sono molto diverse tra loro e che offrono vantaggi e svantaggi di diverso tipo.

Le banche offrono accesso alle IPO sulle piazze locali e – in alcuni rarissimi casi – anche accesso alle IPO che avvengono su altre piazze.

Le offerte pubbliche di sottoscrizione sono in genere disponibili per tutti coloro i quali hanno un deposito titoli attivo, con la possibilità o di iniziare a trattare il titolo una volta quotato, oppure anche di sottoscrivere talvolta delle azioni che sono state emesse.

Ci sono però secondo noi dei problemi importanti che riguardano la banca come intermediario:

  • Costi: fare trading sulle azioni tramite le banche è sempre molto costoso.

Si parte da pochi euro di commissione per finire poi su svariate decine quando finiamo su mercati esteri. Una somma troppo alta quando finiamo su mercati esteri o oltre-oceano.

Con broker come eToro (qui per la demo gratis) potrai investire a zero commissioni anche sulle IPO – pagando soltanto un piccolissimo spread tra acquisto e vendita.

  • Piattaforme non sempre all’altezza: anzi, spesso proprio prive di quanto è necessario per investire al top.

Di contro ci sono broker che offrono IPO e che hanno piattaforme a scelta tra MetaTrader e IRESS – come fa FP Markets – qui per aprire un conto gratis – broker che ha da offrire molto di più a livello di piattaforme tecniche.

  • Poche IPO a disposizione e tendenzialmente soltanto quelle per le quali hanno partecipato in qualità di investitori istituzionali.

Il che restringe enormemente le possibilità di investimento nelle IPO. Da eToro (qui se vuoi un conto demo gratis) hai invece a disposizione tutte le principali IPO su scala mondiale.

Da questo ultimo approfondimento dovrebbe essere estremamente chiaro per tutti il fatto di avere davanti un sistema che permette di operare meglio, quando ci affidiamo ai broker CFD, anche e soprattutto quando si tratta di IPO.

Conclusioni e opinioni finali sulle IPO

Le IPO possono essere una grande occasione per chi ha il fiuto per gli affari ed è preparato sotto il profilo tecnico. Sono però, per gli sprovveduti o per chi sopravvaluta le proprie capacità, un’occasione al contrario, ovvero il momento perfetto per perdere tutto.

Vanno valutate assolutamente volta per volta e devono essere sempre tenute in considerazione con il giusto peso. Anche in questo caso evitando possibilmente di innamorarsi di titoli che poi non possono offrire le performance di cui abbiamo bisogno.

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Gianlcarlo Politi
8 mesi fa

Ottimo contenuto con spunti davvero interessanti per investire sulle offerte pubbliche iniziali.